Gynostemma Pentaphyllum: la pianta dell’immortalità

Ieri sono andata a fare spese di aromatiche.  Divertente e soprattutto istruttivo girare per il  piccolo vivaio che si trova sperso nella campagna di Padova sud e chiacchierare con il suo proprietario che è non solo un esperto, ma anche un amante sperimentatore di aromatiche.

Qui, girando tra timi, echinacee e rosmarini, mi sono imbattuta nella pianta dell’immortalità e della virtù eterna!

Con un nome così importante non era proprio possibile passarle davanti senza fermarsi ad osservarla.

La Gynostemma è una bellissima pianta rampicante con foglie arricciate di colore verde brillante che proviene dalla Cina:  la sua conoscenza risale addirittura alla dinastia Ming (1300 A.C.). In Oriente (Cina Giappone Thailandia) è conosciuta da secoli con il nome di Jiaogulan ed il suo impiego varia grazie alle sue innumerevoli virtù.

E’ una pianta ricca di oligominerali, aminoacidi, vitamine, proteine e saponine che le conferiscono straordinarie proprietà antiossidanti.

La Gynostemma fa parte della famiglia delle Cucurbitacee, è quasi una liana che se trova il terreno adatto e una giusta posizione, riesce a crescere anche fino a 2 metri.  Nel periodo che va da luglio ad agosto produce dei piccoli fiori di color verde-giallastro, non molto appariscenti, dai quali si sviluppano dei piccoli frutti di forma rotonda. Riesce bene in montagna dove c’è fresco e soprattutto umido: se decidiamo di coltivarla non piantiamola  in pieno sole, ma scegliamo per lei una zona un pò in ombra.  E’ una pianta che si presta bene anche ad essere coltivata anche  in vaso e quindi perfetta peri i nostri terrazzi. Il suolo dovrebbe essere ricco di sostanza organica, sciolto e ben drenato. Tollera periodi di freddo intenso mentre può soffrire nei periodi caldi e siccitosi.

Gli studi condotti hanno confermato che la pianta dell’immortalità ha le seguenti virtù: immunoprotettiva, antiulcera, antitrombotica, antiossidante.  epatoprotettiva e quindi  se utilizzata correttamente, la Jiaogulan contribuisce a rallentare i processi di invecchiamento, aiuta la memoria (come fa il Ginko Boloba), migliora il colesterolo e  la funzionalità del fegato.

Sembra inoltre che stimoli il metabolismo dei grassi e quindi sia indicata per chi sta seguendo una dieta dimagrante. Svolgendo azioni toniche è utile anche nei casi di stanchezza e depressione,  ma riesce a combattere anche ansia, stress e nervosismo  in quanto, in modo naturale, ha azioni sedative. Contribuisce, inoltre, a mantenere le arterie pulite ed ha anche effetti antinfiammatori.

Insomma un toccasana, una vera erba “magica”.

La cosa interessante  è la sua capacità di adattarsi (quindi è definita pianta adattogena) al nostro corpo intervenendo là dove abbiamo realmente bisogno. Il modo in cui la pianta agisce all’interno dell’organismo è ancora sconosciuto, ma sembra quasi che la Gynostemma vada a trovare e curare la malattia che ci affligge.

Essendo una novità in l’Occidente, attualmente non si conoscono molti modi di utilizzo; in Oriente, invece, sono presenti sul mercato capsule, pillole o bustine per preparare te o tisane. E’ possibile, comunque,  consumarla fresca mettendo qualche fogliolina nell’inalata, un pò come facciamo con le erbe aromatiche, o cucinarla insieme alle altre verdure.

Una buona tisana possiamo prepararla mettendo 3/4 cucchiaini di foglioline dentro un pò di acqua calda lasciando  in infusione per qualche minuto.

Ieri l’ho piantata nell’orto di Claire per cui tra qualche giorno mi preparerò una tisana, proverò ad utilizzarla a crudo e vi saprò dire.

Buon orto a tutti!

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Le erbe aromatiche: seconda parte

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Come vi dicevo le erbe aromatiche si coltivano negli orti dedicando loro un angolo soleggiato e un terreno ben drenato, ma si coltivano bene anche  in vaso.

Anticamente erano conosciute per le loro proprietà terapeutiche mentre il loro impiego dipendeva da tradizioni che variavano da zona a zona.

Nel corso del IX secolo, Carlo Magno operò una grande Riforma e all’interno del Capitulare de Villis furono elencati una serie di obblighi e doveri per disciplinare l’agricoltura, l’ allevamento degli animali, la tutela dell’ambiente rurale e le strutture architettoniche rurali.

In particolare l’articolo 70 cita:  ” Vogliamo che nell’orto sia coltivata ogni possibile pianta: il giglio, le rose, la trigonella, la balsarnita, la salvia, la ruta, l’abrotano, i cetrioli, i meloni, le zucche, il fagiolo, il cumino, il rosmarino, il careium, il cece, la scilla, il gladiolo, l’artemisia, l’anice, le coloquentidi, l’indivia, la visnaga, l’antrisco, la lattuga, la nigella, la rughetta, il nasturzio, la bardana, la pulicaria, lo snúmio, il prezzemolo, il sedano, il levistico, il ginepro, l’aneto, il finocchio, la cicoria, il dittamo, la senape, la satureja, il sisimbrio, la menta, il mentastro, il tanaceto, l’erba gattaia, l’eritrea, il papavero, la bieta, la vulvagine, l’altea, la malva, la carota, la pastinaca, il bietolone, gli amaranti, il cavolo-rapa, i cavoli, le cipolle, l’erba cipollina, i porri, il rafano, lo scalogno, l’aglio, la robbia, i cardi, le fave, i piselli, il coriandolo, il cerfoglio, l’euforbia, la selarcia. E l’ortolano faccia crescere sul tetto della sua abitazione la barba di Giove. Quanto agli alberi, vogliamo ci siano frutteti di vario genere: meli cotogni, noccioli, mandorli, gelsi, lauri, pini, fichi, noci, ciliegi di vari tipi. Nomi di mela: gozmaringa, geroldinga, crevedella, spiranca, dolci, acri, tutte quelle di lunga durata e quelle da consumare subito e le primaticce. Tre o quattro tipi di pere a lunga durata, quelle dolci, quelle da cuocere, le tardive”.

Se oggi seguissimo ancora questa Riforma molte specie di frutta o di erbe sarebbero ancora a disposizione invece che rarità da collezionisti 😉

Tutto ciò comportò una sorta di rivoluzione del territorio oltre che una grande divulgazione di informazioni e notizie che fino ad allora erano state appannaggio quasi esclusivo dei monaci.

Tornando ai giorni nostri va detto che le aromatiche sono ricche di oli essenziali e che hanno grandi virtù terapeutiche; vengono per esempio utilizzati nell’aromaterapia e nella fitoterapia.

Le erbe annuali o biennali come basilico, borragine (che io amo tantissimo), calendula, cerfoglio, prezzemolo, crescono bene anche da seme, avendo cura di seminarle tra marzo e maggio direttamente nel terreno o in un piccolo semenzaio. Prendete magari una terra per piante aromatiche; basta un substrato povero ma ben drenato.

Le erbe perenni come lavanda, salvia, rosmarino, vengono bene per talea: si pratica ad inizio autunno quando i getti non sono ancora troppo legnosi, dai rametti laterali, effettuando un taglio netto poco sotto un nodo fogliare oppure in primavera o inizio estate sui getti freschi.

La talea deve essere lunga circa 5-10 cm per le piante non troppo legnose e 10-15 cm per gli arbusti. Dopo aver tolto le ultime foglie inserite le talee in un vasetto con terriccio leggero per aromatiche (si trova in vendita nei garden) e ben drenato (mi raccomando, ricordate che non sopportano i ristagni idrici) , oppure, in questa fase per gli arbusti tipo rosmarino, può andare bene anche la sistemnazione in  in acqua, finché produce le radici. Tenete le talee in un luogo fresco e quando si saranno sviluppate le radici mettete a dimora le vostre nuove piantine nel luogo che avete individuato per loro. Ricordate che se è un contenitore che sia idoneo per ciò che state piantando.

Erbe tipo cipollina, melissa, camomilla romana, si moltiplicano bene per divisione dei cespi, cioè dividendo le radici e ripiantandole.

Importante è potare le aromatiche a inizio primavera per favorire la crescita, avendo cura di lasciare i nuovi getti; eliminate i fiori appassiti in modo da non lasciarli andare a seme, ricordate che i fiori tolgono energia alla pianta. Magari ad inizio primavera dategli un pò di cornunghia: concime organico a rilascio lento, previene la formazione di funghi e muffe nel terreno.

Durante il periodo invernale possiamo ricoverare le piante dentro ad una piccola serra ricordandoci, però, di non far mancare loro l’acqua che sarà meno abbondante che nella stagione estiva.

Per la raccolta fatelo preferibilmente la mattina presto, non dopo che è piovuto e dopo l’evaporazione della rugiada, quando comunque la pianta è al massimo della maturazione in modo da avere un’alta concentrazione di elementi attivi. Molte erbe si raccolgono ad inizio estate (menta, prezzemolo, basilico, calendula) altre invece a tarda estate (maggiorana, achillea malva timo).

I fiori da essiccare si devono recidere nel momento di massimo vigore della pianta e vanno adagiati in un vassoio ricoperto di carta, riposti in luogo riparato e ventilato, ad una temperatura tra i 20 e i 32 gradi, meglio al buio, ricordandosi di girarli ogni 2/3 giorni.

Buon orto a tutti!

Le erbe aromatiche: parte prima

erba cipollina

Niente è paragonabile alle erbe aromatiche fresche di giardino, il loro profumo è inebriante!

Le aromatiche sono piante che ben si prestano ad essere coltivate dovunque, in giardino in orto o in vaso: basta conoscerle un pò e capire quali sono le loro esigenze e necessità.

L’utilizzo delle erbe nell’alimentazione è antico quanto l’uomo: inizialmente venivano raccolte ed utilizzate solo erbe che crescevano spontaneamente, poi, un pò alla volta, l’uomo è riuscito a coltivarle selezionando quelle che erano migliori come gusto ma anche utili alla salute.

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un grande e rinnovato interesse verso l’orto, le verdure coltivate in casa e le aromatiche in genere; spuntano un pò ovunque orti domestici, orti sociali e orti in terrazza.  Si stanno riscoprendo, oltre al piacere di concedersi del tempo all’aperto, anche i valori nutrizionali delle erbe, tanto è che vengono consigliate dai nutrizionisti nella dieta quotidiana visto che sono ricche di vitamine e sali minerali (basta pensare che 100 gr di timo contengono 1900 mg di calcio contro i 119 mg del latte vaccino!).

Dedicare una zona dell’orto o del terrazzo alle aromatiche può diventare una bella esperienza per diversi motivi:

1. avete a portata di mano aromi benefici di cui conoscete la provenienza da utilizzare in cucina (mi raccomando no ai pesticidi, ma per qualunque problema scegliete rimedi naturali);

2. le erbe aromatiche attirano farfalle, api e insetti utili;

3. ogni volta che le accarezzerete sarete avvolti dall’intenso profumo che emanano grazie agli oli essenziali contenuti nelle foglie, nei semi, nei frutti, nei  fiori o nelle radici.

Fortunatamente le erbe aromatiche sono rustiche, facili da coltivare e tollerano bene anche le basse temperature; possiamo coltivarle in mezzo alle verdure o in aiuole dedicate a loro come facevano i monaci nei loro “Orti dei Semplici”. (la parola semplici deriva dal latino medioevale medicamentum o medicina simplex e veniva usata per definire le erbe officinali. Molto di quello che sappiamo oggi, lo dobbiamo proprio ai monaci e ai loro “Horti Simplices”).

Se state immaginando il vostro “Orto dei Semplici” ricordatevi di progettarlo mettendo davanti le aromatiche che sono basse o striscianti  come per esempio timo e camomilla, subito dietro potete posizionare quelle di portamento medio come lavanda, melissa, santolina, artemisia e a chiudere la vostra bellissima aiuola disporrete allium, rosmarino, althea officinalis o comunque piante che hanno una crescita alta.

Che ne dite, cominciamo?

Nella seconda parte vedremo come moltiplicare le erbe aromatiche  e come raccoglierle.

Buon orto a tutti!

Allium Sativum – Aglio

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L’ Allium Sativum è una pianta bulbosa, perenne (anche se viene coltivata come annuale), rustica, appartenente alla famiglia delle Liliaceae: a questa famiglia appartengono anche cipolla, asparago erba cipollina e porro, come anche giglio, giacinto, mughetto e tulipano.

Le vere origini dell’aglio sono incerte anche se si presume che arrivi dall’Asia e sembra che fosse molto apprezzato già dagli Egizi già nel III millennio a.C.

E’ una pianta poco esigente, facile da coltivare e resistente alle malattie. Quando fiorisce il suo colore rosa/viola è meraviglioso; ne esiste anche una versione a tunica bianca che è un pò più resistente al freddo e adatto alla conservazione.

La parte che si utilizza è il bulbo, ognuno di essi contiene da 6 a 14 bulbilli detti spicchi uniti tra loro e ricoperti da una membrana.

L’allium può essere coltivato un pò ovunque in quanto ben resiste sia al freddo che al caldo con periodi di siccità; si può coltivare in giardino, in orto, in campo e anche molto bene in vasi sistemati su balconi o terrazzi, ricordiamoci, però, che ama terreni sciolti, con buona fertilità e senza ristagni d’acqua; l’ esposizione migliore  per metterlo a dimora è sud.

Se decidete di raccoglierlo lo dovrete fare a giugno nel Nord Italia e tra Giugno/Luglio nel sud Italia estirpando la pianta quando le foglie si sono quasi completamente secche e lasciandolo essiccare nel terreno per circa una settimana; meglio conservarlo in un luogo fresco e asciutto.

In cucina l’aglio trova impiego un pò dappertutto: insalate, sughi, verdure cotte, stufati,  soffritti, arrosti e insaccati.

E’ una pianta interessante perché, come tutte le aromatiche, possiede anche  proprietà terapeutiche: antielmintiche contro ascaridi e ossiuri, ipotensive, digestive, espettoranti e antisettiche.

La borragine

aromatica_borragine1 Tutti dovrebbero avere almeno una pianta di borragine in giardino, in terrazzo o nell’orto. I suoi fiori sono di un colore azzurro violaceo incredibile, hanno la forma di una stella e sono disposti a grappolo.
E’ una pianta amata dagli insetti utili e in particolare dalle api per il suo nettare gradevole.
La borragine è facile da coltivare e non richiede cure particolari; si presta bene anche come pianta ornamentale.
Due idee in cucina: ha un piacevole sapore di cetriolo e i suoi fiori si possono usare nei risotti, nelle tisane (ha un effetto calmante), o come ripieno di tortellini e ravioli. Le foglie non vanno consumate crude ma lessate o pastellate.
Se poi avete un party in giardino preparate dei cubetti di ghiaccio inserendo al loro interno i fiori o le foglie.

Le aromatiche

La cosa bella delle aromatiche è che tutti possiamo coltivarle; ben si prestano ai vasi tanto quanto al giardino, oltre ad essere un piacere per la vista e per l’olfatto. Sono piante facili che non richiedono cure particolari, sono uno scrigno di vitamine e di sali minerali e rendono gustose le nostre pietanze in modo sano e genuino (limitiamo così il consumo di sale!). Le aromatiche si possono utilizzare in cucina e anche per tè o tisane. Se avete un balcone scegliete aromatiche a foglia liscia e prima dell’uso immergetele per 20 minuti in acqua, poi sciacquatele bene sotto acqua corrente. Vi consiglio di evitare in zone inquinate quelle a foglia pelosa (tipo salvia, lavanda, borragine etc..) perchè trattengono troppo le polveri
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