I lavori di Marzo

Marzo è un mese bellissimo: si passa dal buio dell’inverno alla luce delle prime giornate di primavera. Sembra quasi l’inizio di una nuova vita e perché no, è il mese in cui si fanno ancora buoni propositi e ci si carica per l’arrivo dell’estate.

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A Marzo raccogliamo ancora nel nostro orto gli ultimi ortaggi invernali e cominciamo a seminare ciò che  raccoglieremo nei prossimi mesi.

Iniziamo allora a preparare il nostro terreno, ricordandoci che deve essere in tempera, cioè né troppo umido, né troppo asciutto e della giusta consistenza per essere facilmente lavorato.

Se ci siamo ricordati in autunno di metterci sopra del letame o un buon compost di foglie, la nostra terra dovrebbe essere ora più morbida e ricca di humus.

L’humus è indispensabile perché trattiene l’acqua, i sali minerali e gli altri nutrienti che servono per far crescere e sviluppare bene le nostre piante.

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Ricordiamoci che i nostri ortaggi amano crescere in un terreno che sia capace di trattenere la giusta acqua per il loro sviluppo, e che sia soffice ed aerato per permettere alle radici di avere una buona ossigenazione. Se seminate in vaso mi raccomdo: scegliete un buon terriccio per orticole.

Se prima dell’inverno non abbiamo provveduto a trattare la terra del nostro orto, niente paura, adesso è il momento buono per prendere uno stallatico di qualità da unire eventualmente a del compost maturo e spargerlo sulle aiuole o gombine del nostro orto; prima di seminare o trapiantare aspettiamo qualche giorno per far si che la terra abbia assorbito quanto le abbiamo donato.

Se invece il nostro orto sarà nei  vasi provvediamo a rinnovare la terra oppure ad arricchirla con un pochino di stallatico, mi raccomando, sempre di buona qualità.

Se posso dare un consiglio diffidate dei prodotti liquidi che trovate in molti supermercati o garden center; sono troppo diluiti e se andate a leggere attentamente le etichette vi rendete subito conto che la percentuale del prodotto che state acquistando è decisamente bassa e tutto il resto è acqua.

Prediligete prodotti di qualità e in polvere che andrete voi personalmente a diluire secondo le dosi raccomandate dal produttore. Forse all’inizio vi sembrerà di spendere un pochino di più, ma il prodotto non solo vi durerà più a lungo, ma, soprattutto, fornirete alle vostre piante i nutrimenti giusti e necessari (e non solo acqua diluita con minime dosi di concime…).

Non utilizzate nulla che sia chimico perché ricordatevi che fate l’orto per mangiare sano e naturale.

Piccola nota: abituatevi a leggere le etichette anche dei prodotti che comprate per le vostre piante, siano esse commestibili o meno, così come fate quando andate a comprare cibo per la vostra famiglia.

Tornando all’orto di marzo si semina in semenzaio:

broccoli, cardi, cavolfiori, cavoli cappucci, cetrioli, cipolle, lattughe, melanzane, meloni, peperoni, pomodori, zucchine, rape, sedano, basilico.

Se non disponete di un semenzaio coperto e riscaldato, niente paura, seminate in vasetti piccoli e teneteli in casa; così avrete modo di veder crescere giorno per giorno i vostri semi e, se avete bambini, è un bellissimo esperimento da fare insieme, oltre che farli partecipare al progetto orto.

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Si semina nelle aiuole o in vaso:

bietole, misticanze di cioria, lattughe da taglio, valerianella, carote, catalogne, spinaci, tacccole, piselli, ravanelli, prezzemolo, aneto, cerfoglio ed origano.

Quando acquistate i semi vedete di prendere quelli primaverili o precoci.

Ricordatevi di seminare anche le tagete serviranno  per tenere lontani gli insetti dannosi; in particolare se decidete di seminare le carote fate delle file in cui in mezzo mettete tagete e pastinache. Questo servirà per tenere lontani gli insetti che amano assaggiare e bucherellare le nostre carote, alias gli elateridi.

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Se seminate nelle aiuole mettete una bella rete antipassero per salvaguardare i vostri semi; vi consiglio di coprire comunque anche i vasi con del tessuto non tessuto, che permetterà ai nostri semi  di ricevere luce ma di non essere attaccati dagli uccelli affamati. Pensate, magari, di posizionare nel vostro balcone una mangiatoia per uccelli mettendo i semini a loro graditi, così lasceranno stare i semi dei vostri futuri ortaggi e in più è carino vederli mangiare e sentirli cantare.

Per quanto concerne la luna, dice la tradizione che gli ortaggi da frutto come pomodoro, melanzana, peperone, zucca, zucchina etc… vanno seminati in luna crescente, insieme a quelli a foglia per i quali desiderate una crescita veloce come: lattuga, spinaci, rucola, prezzemolo, bieta da taglio etc…

Luna calante invece per gli ortaggi da radice e da bulbo come carota, cipolla, rapa etc.., oltre che per quelli che si coltivano durante l’anno come finocchi, cavoli, catalogna e per i legumi.

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Buon Orto!

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L’orto-giardino degli insetti utili: come farlo

Anche se la primavera e l’inizio della stagione orticola devono ancora arrivare, vorrei parlare oggi di insetti utili e di come farli arrivare, ma soprattutto restare, nel nostro orto-giardino.

Innanzitutto dobbiamo scegliere essenze, piante e fiori  che li attirino e che permettano loro di vivere in tranquillità, sicuri di non trovare, nel loro svolazzare, pesticidi di alcun tipo.

Coccinelle, api e sirfidi, sono dei veri alleati per portare avanti la battaglia biologica contro gli insetti che danneggiano le nostre piante in quanto sono insetti entomofagi, che si nutrono, cioè, di altri insetti.

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tratta da superedo

Una grande amica dell’orto e quindi degli ortisti è sicuramente la coccinella, che è una grande divoratrice di insetti; per attirarle nell’orto è bene piantare ortaggi come rafani, cavolfiori e broccoli, visto che amano l’aroma di queste piante.

Anche le erbe aromatiche e i fiori collaborano allo scopo di mantenere nell’orto le coccinelle e gli altri insetti utili, per cui il consiglio migliore che posso dare è quello di preparare un orto che abbia anche delle bordure di fiori e un’area dedicata alle aromatiche, peraltro utilissime in cucina.

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tratta da wesavethebees

Tra le erbe aromatiche sono da avere nell’orto: l’aglio, utile contro gli afidi; il coriandolo, attrae gli insetti utili; il  timo, attira i sirfidi; la salvia, attira le api e gli insetti utili sia nella lotta ai parassiti che per l’impollinazione; l’ortica, è un potente antiparassitario naturale contro gli afidi.

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tratta da lucianabartolini

Tra i fiori segnalo: la calendula, piantata nell’orto o ai piedi delle rose che attira i sirfidi che sono ghiotti degli insetti fitofagi,  il tarassaco, molto amato dalle coccinelle, i gerani ottimi per gli insetti utili attirati dai suoi colori e profumi, il fiordaliso, amato molto sia dai sirfidi che dalle coccinelle.

Altre piante considerate utili per attirare nell’orto gli insetti benefici sono la potentilla, il finocchio, l’aneto, il tanaceto, l’angelica, pisello odoroso, facelia ed i fiori del genere Tagetes.

Prestare attenzione a questi “ piccoli particolari”  può aiutarci ad avere meno infestazioni, oltre che naturalmente cibo più sano perché evitiamo l’uso dei pesticidi, dannosi per l’uomo e per l’ambiente.

Dovremmo, però,  fare molta attenzione anche alle abitudini e al ciclo di vita e di riproduzione degli insetti nocivi, perché se nel nostro orto riuscissimo ad anticiparlo, avremmo risolto quasi il 100% dei problemi! E cosa importante quando camminiamo per il nostro orto o giardino, impariamo a soffermarci e guardare:  molti insetti dannosi potremmo riuscire a scovarli prima che si moltiplichino e che distruggano le piante.

E’ triste ricordare che la capacità distruttiva di questi insetti sarebbe in realtà in equilibrio con la sopravvivenza delle piante se l’uomo non avesse alterato questo equilibrio facendo uso smodato di pesticidi e concimi di sintesi che hanno eliminato, oltre agli insetti dannosi, anche gli insetti utili.

Quindi si capisce l’importanza di piantare essenze che li aiutino a ripopolarsi, siano esse poste in giardino o anche in vasi nelle nostre terrazze cittadine.

Per chi volesse acquistare semi di piante e fiori che attirino gli insetti utili, io consiglio quelli di Eugea (sperimentati nel mio orto-giardino); la semina e il successivo trapianto in terra o in vaso può essere un lavoro-gioco da fare anche con i bambini, che magari si prendono cura delle giovani piantine fino al momento del trapianto.

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tratta da eugea

I germogli: uno scrigno di salute a centimetro zero!

Con il termine germogli si intendono i cereali, i legumi, le piante e i semi oleaginosi che hanno subito il processo di germinazione. Facili da preparare, economici,  gustosi, presentano un contenuto di principi attivi superiore a quello delle piante adulte. 

La germinazione avviene quando ci sono condizioni che sono favorevoli per il seme, come ad esempio una giusta umidità e temperature adeguate.

I germogli  possono essere annoverati, a ragion veduta, tra gli alimenti che aiutano l’uomo a restare in buona salute.

Utilizzati e apprezzati per secoli da molte popolazioni asiatiche per le loro numerose proprietà benefiche e curative, al giorno d’oggi possono essere tranquillamente coltivati senza terra in completa idroponia. Questa condizione di crescita li rende particolarmente adatti anche per chi vive in città e non ha a disposizione giardino o terrazzo.

Questi piccoli scrigni di energia, sono ricchi di enzimi, sali minerali, vitamine e proteine.

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Ma come fa il seme a diventare pianta?

Le cose fondamentali per la vita, anche delle piante, sono sicuramente l’ossigeno e l’acqua: non appena il seme viene a contatto con umidità o acqua si rivitalizza e, inizia il processo di germogliazione.

I semi vanno quindi lasciati per una notte in ammollo nell’acqua: questa condizione di assorbimento servirà per farli crescere senza traumi.

Non appena avranno  al loro interno la giusta quantità di acqua, si attiveranno i processi secondari: amidi e lipidi contenuti nel seme saranno demoliti dagli enzimi attivati dall’acqua e verranno   trasformati in zuccheri semplici, acidi, grassi ed altre sostanze indispensabili per la crescita della pianta.

I germogli sono facili da digerire e ricchi di aminoacidi essenziali, utili per il corretto funzionamento delle attività biologiche del corpo.

Le vitamine contenute nel germoglio sono decisamente superiori a quelle contenute nel seme e possono essere assimilate dall’organismo in modo facile e veloce.

Non appena il germoglio inizia a produrre le foglioline e le piccole radici è pronto per essere consumato; ha ottime proprietà purificatrici per il corpo umano.

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In particolare, i germogli sono efficaci in caso di:

–  difficoltà digestive e gonfiore addominale (da evitare in presenza di colite);

– tendenza alla ritenzione;

–  rallentamento metabolico per esempio durante i cambi di stagione;

–  organismo appesantito da un surplus di tossine (per esempio subito dopo un lungo inverno).

Possiamo dire che i germogli sono alimenti a centimetro zero perché passano, in un attimo, dalla germogliatrice all’ insalatiera, pronti per essere consumati in totale sicurezza.

Possono essere mangiati crudi o appena scottati (ricordiamo però che scottati perderanno parte delle loro vitamine); si possono unire ad altre verdure, allo yogurt, a minestre di verdura o agli stufati poco prima di essere serviti, oppure da soli conditi con un po’ di olio EVO, sale e limone.

Ogni tipo di germoglio ha differenti qualità e pregi, per cui è consigliabile variare la dieta assimilandone i diversi tipi per avere, così,  una gamma completa di sostanze indispensabili per restare in buona salute.

E’ possibile far germogliare quasi tutti i tipi di semi, i più indicati restano comunque frumento, soia verde, miglio, fagioli, ceci, avena, girasole, broccoli, ravanelli, senape, crescione, rucola, lino…; evitare assolutamente le solanacee (patate pomodori etc..) perché contengono sostanze tossiche.

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Ricordate che è sempre preferibile utilizzare semi di provenienza biologica in quanto sono ottenuti senza l’utilizzo di sostanze chimiche e pesticidi o comunque di aziende certificate che garantiscano il processo di lavorazione e confezionamento del seme.

Le Tagete: Tagetes Patula, Tagetes Minuta, Tagetes Erecta

Conosciute anche come French Marigold o Tagetes Patula, è una specie che fa parte della famiglia delle margherite (Asteraceae).

Originarie delle Americhe e del Messico in particolare, dove è il fiore consacrato alla dea agricoltura.

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Tagete Orto di Claire

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Tagete Orto di Claire

Forse non tutti sanno che questo piccolo fiore dalle diverse tonalità di giallo e arancio o dai petali screziati da entrambi i colori è utilissimo in orto.

Quest’anno è stato il principale protagonista floreale dell’Orto di Claire e mi ha aiutato non poco a salvaguardare alcune verdure da attacchi parassitari.

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Tagete Orto di Claire

In commercio esistono diverse varietà sia a fiore semplice che doppio. La fioritura è abbondante dalla primavera fino ad ottobre, periodo in cui si possono raccogliere i semi sui fiori seccati oppure lasciarli cadere per ritrovarli nel nostro terreno la primavera successiva. (il rischio è che possano interferire con le semine primaverili quindi attenzione a quello che dovete piantare)

E’ un fiore che non mi capita spesso di vedere quando curioso gli orti altrui; forse poverino è andato fuori moda (anche i fiori come gli animali subiscono la pressione della moda..), oppure chissà, solo i vecchi ortaioli, ben conoscendo le sue proprietà, continuano ad utilizzarlo, mentre tutti gli altri pensano che non sia né utile né bello. Questo fiorellino in realtà, non solo uccide i nematodi e gli afidi, per cui pomodori e patate ne hanno bisogno come il pane, ma mette allegria, soprattutto quando ancora l’orto non ha cominciato a donare i fiori o primi frutti e quindi, in mezzo a tante foglie verdi, spuntano i colori delle Tagete.

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Tagete Orto di Claire

Quest’anno anch’ io ho appassionatamente riscoperto le tagete, acquistandone almeno 20 piantine che ho pazientemente e diligentemente distribuito e piantato nel mio orto; se sistemati ad adeguata distanza creano piccoli cespugli tondeggianti colorati che crescono rapidamente.

Sarà stato per loro o per l’utilizzo delle Micorizza (ne parlerò prossimamente), o più facilmente per tutti e due conditi da una buona dose di amore e passione, che questa estate ho avuto dei pomodori fantastici e un raccolto copioso.

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Tagete Orto di Claire

Le sorelle Maureen e Bridget Boland nel loro Giardino delle vecchie signore, raccontano che quando erano bambine passavano le vacanze in Francia in una casetta di proprietà dei Signori Noel che coltivavano l’orto e vendevano i fiori. Lì Maureen e Bridget impararono i nomi in francese di molti fiori, scoprendo anche che quelle che loro chiamavano Indian Buttoholes erano le French Marigolds, alias il Tagete. Nel giardino di Monsieur Noel tutte le aiuole erano divise da minuscole siepi di Tagete e quando loro domandarono perchè,  Monsieur Noel rispose che fan bene a tutto!!

Nel libro scrivono che il Tagetes Minuta sia ancora più potente della specie che utilizziamo noi o del Tagetes Erecta – African Marigold, ma questa specie di Tagete io qui non l’ho ancora trovata.

Il nome comune del Tagete Minutas è  Huacatay e proviene dalla lingua quecua significa minuta in quanto si riferisce ai suoi fiori di piccole dimensioni; cresce allo stato selvatico nella regione costiera,andina e amazzonica di Argentina, Bolivia, Cile, Perù e Paraguay.

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Tagetes Minuta foto di loghouseplants.com

Quindi la prossima estate, via libera a Tagete nell’orto o sparse in giardino a formare macchie di colore e per chi avesse un terrazzo: approvate tagete nelle ciotole di cotto. (se potete evitate la plastica).

Consigli di trapianto:

  1. Prediligono posizioni soleggiate;
  2. Amano essere annaffiati con regolarità avendo l’accortezza di non bagnare fiori e fogli e in estate, specie se fa molto caldo, aumentare la quantità d’acqua;
  3. Terreno: qualsiasi terreno ma ben drenato.
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Tagete Orto di Claire

In cucina:

Il tagete è delizioso se mescolato ai formaggi cremosi, ai soufflè ed alle verdure.

Et voilà Bon Appétit per chi le vorrà provare!

Cosa mettere nella compostiera

Questo articolo è dedicato a mio marito che a volte pensa alla compostiera come al luogo in cui gettare un pò di tutto e quando io, inorridita, lo blocco, mi sorride con l’aria di chi pensa che io sia completamente impazzita.  Non saprò di certo tutto, ma ci tengo che le cose vengano fatte come dico io….molto democratica direi! 🙂

Avere una compostiera è una grande fortuna, ma dobbiamo saperla gestire correttamente se il risultato che ci aspettiamo deve essere un buon terriccio ricco di sostanze organiche e adatto a fertilizzare il nostro orto.

Io la mia l’ho fatta utilizzando i bancali ed ha un’apertura alla base per fare uscire la terra. E’ di forma quadrata, ma potete farla trapezoidale o anche acquistarla pronta per l’uso (allora sarà di plastica) nei garden center se non siete pratici di fai da te.

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Utilizzando una parte dei rifiuti che produciamo abbiamo due vantaggi: primo contribuiamo, nel nostro piccolo, a non produrre immondizia che va a gravare sui trasporti per raggiungere la discarica e quindi a creare inquinamento, secondo i rifiuti organici si trasformano in humus utile per fertilizzare il terreno in modo naturale.

Importante è capire cosa possiamo mettere nella nostra compostiera e cosa invece dobbiamo assolutamente evitare.

Semaforo rosso per:

  • sfalcio di prato trattato con pesticidi (i prodotti di sintesi non si degradano durante la fase di compostaggio);
  • le erbe che sono andate a seme perché in un secondo momento si rischia di trovare i semi un pò ovunque;
  • erbe infestanti aggressive;
  • parti di piante malate o infestate da parassiti: meglio bruciarle;
  • cibi cotti come pesce pasta e carne: si decompongono molto lentamente e potrebbero attirare animali nel compost e sprigionano batteri antagonisti a quelli del compost;;
  • ossa
  • avanzi di pane o di dolci: anche questi attirano animali indesiderati;
  • lettiere dei gatti;
  • legno verniciato;
  • fuliggine o resti di carbone;
  • carta patinata, lucida o trattata con prodotti chimici;
  • plastica, farmaci scaduti e tutto ciò che non è biodegradabile

Semaforo verde per:

  • sfalcio di prato non trattato con pesticidi;
  • fiori secchi;
  • resti di frutta ed ortaggi;
  • resti di cibo non cotti;
  • gusci d’uova;
  • fondi di caffè;
  • foglie;
  • pezzetti di arbusti legnosi sminuzzati;
  • carta non stampata o cartone ma in piccole quantità;
  • escrementi di piccoli animali come galline, uccelli e conigli (in piccole quantità)

Se il compostaggio è stato fatto correttamente il compost prodotto può essere utilizzato già dopo 4-6 mesi e di solito è “maturo” dopo 8-12 mesi. Il valore nutritivo del composto cambia notevolmente in relazione al suo grado di maturazione.

Cosa non deve mai mancare:

Aria: il compost deve sempre appoggiare sul terreno e mai su materiali plastici perché se viene a mancare l’ossigeno la sostanza organica marcisce;

Calore: la temperatura andrebbe mantenuta intorno ai 55-65 gradi per il tempo sufficiente del processo di decomposizione;

Acqua: indispensabile che sia mantenuto alla giusta umidità e quindi bagnato durante l’estate (senza acqua non c’è vita).

Dopo 8-12 mesi il compost maturo sarà un terriccio di colore scuro, soffice con un odore di terra di bosco e sarà molto utile per migliorare la struttura del terreno.

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Buon orto a tutti!

Gli orti urbani

Qualche settimane fa, andando a prendere la paglia di orzo bio, mi sono imbattuta in una visione spettacolare: quella degli orti sociali sorti nel Parco Etnografico di Rubano (Pd).

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Devo dire che sono bellissimi ed è obbligatorio fare i complimenti ai cittadini agricoltori che li tengono ordinati e puliti: si vede che sono gestiti con amore e passione.

Chi non l’avesse mai visitato, il Parco è un polmone verde con grandi prati e un bosco, un casone veneto adibito a museo etnografico, una fattoria didattica, un forno per il pane, un ristorante, un laghetto di oltre 10 ettari e per finire,  un’area per gli orti sociali: l’habitat naturale per una grande varietà di specie animali e vegetali.

E’ nato attorno ad una vecchia cava per l’estrazione di sabbia e si trova a pochi km dal centro di Padova, in un’area che è stata rinaturalizzata con interventi di rimboschimento e la creazione di una zona umida paludosa.

L’Osteria al Cason, all’interno del Parco,  offre l’opportunità di gustare piatti tipici della tradizione veneta preparati con prodotti biologici e a km zero.

Se desiderate passare una giornata immersi nel silenzio e nella natura, questo è un posto che merita una visita.

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Orto Sociale del Parco

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Recinto dei volatili

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Tipico Casone Veneto

Come è successo nel Parco etnografico, sempre più spesso vediamo comparire vicino alle città, o nelle immediate periferie, aree verdi che vengono coltivate da cittadini: sono i cosiddetti orti urbani, aree assegnate dai comuni tramite bando o semplice domanda a seconda della regione.

I coltivatori che si dedicano all’orto spesso sono pensionati, persone monoreddito o comunque appassionati agricoltori non professionisti che riunendosi in Associazioni ne fanno richiesta al loro comune.

Alla fine diventa un progetto vantaggioso per tutti: per i cittadini perché hanno a disposizione un terreno dove possono coltivare frutta e verdure fresche, per il Comune perché così facendo assegna terreni nelle zona urbane o extraurbane che altrimenti resterebbero incolti e magari anche abbandonati al degrado e acquista, così, anche visibilità e prestigio migliorando i rapporti con i propri abitanti.

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Orto Sociale del Parco

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Orto Sociale del Parco

Le aree assegnate a divenire orti urbani, trasformano le nostre periferie, rendendole polmoni verdi e zone dove si può venire educati a pratiche ambientali sostenibili, con un’agricoltura non intensiva e che rispetta i ritmi naturali di crescita di tutti.

Gli orti urbani diventano anche motivo di socialità e quindi luoghi dove stringere nuove amicizie; coltivando la terra si coltiva l’apertura nei confronti degli altri diversi da noi, si permette a chi magari è solo in città, di avere uno spazio dove condividere le gioie di un buon raccolto, ma anche i racconti della propria giornata che altrimenti sarebbe fatta solo di solitudine; fare giardinaggio insieme permette di coltivare rapporti anche tra adulti e bambini che si ritrovano a giocare nell’orto.

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Zona relax e conversazione dell’Orto

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Orto Sociale del Parco

Gli orti urbani hanno come protagonista il cittadino che li gestisce con l’obiettivo di renderli anche belli oltre che buoni; l’orto condiviso ci fa capire che la città si può vivere e costruire anche in altri modi.

Devo ricordare che gli orti urbani non sono tuttavia un’invenzione del nostro secolo, ma la loro storia comincia sicuramente a fine 800 con i Jardins Ouvries (Giardini Operai) promossi da Jules Lemire, prete e deputato riformista. Questi Jardins dovevano migliorare le condizioni di vita delle famiglie più modeste procurando loro autosufficienza alimentare. Nel 1945 in Francia si contavano più di 250.000 orti.

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Esempio di orto urbano – Parigi

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Nel 1996, per celebrare il centenario della fondazione degli orti urbani, è stata creata una rosa Abate Lemire che si può ammirare nei Giardini dell’Eliseo e nell’Orto Botanico di Monaco.

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Rosa Abbe Lemire – dr. G. Mazza Scientific Photographer

Nel XIX secolo appaiono nel Regno Unito gli Orti Sociali come unica fonte di sostentamento per bisognosi e disoccupati; oggi in Gran Bretagna è popolare il movimento Grown your Own che invita i possessori di terreni abbandonati a metterli a disposizione dei cittadini.

Solo con le Guerre Mondiali approda in Italia il concetto di Orti Urbani in quanto la legge permetteva ai cittadini di coltivare qualsiasi cosa pur di aumentare la produzione alimentare; questi passeranno alla storia come gli Orti di Guerra.

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Orti di Guerra

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Nel Nord Europa o in Nord America il numero delle persone appassionate di orti è andato via via crescendo; negli USA per esempio l’orto in terrazzo è diventata una vera mania.

Il “rooftop gardening”, giardinaggio sul tetto, è sempre più una moda a New York, una metropoli che, grazie anche alla politica avviata negli ultimi anni dal sindaco Michael Bloomberg, è particolarmente attenta alla sostenibilità, alla cura delle aree verdi e alla riqualificazione cittadina. E’ proprio guardando NY dall’alto che si vedono gli orti più belli!

Il Brooklyn Grange è il tetto verde newyorkese più famoso: un imponente orto urbano, una vera  fattoria sopraelevata nata nel 2009 dall’idea di Ben Flanner e sviluppata con l’aiuto di agronomi, botanici, architetti, volontari e una ditta specializzata in costruzioni ecosostenibili.

Con oltre due ettari di tetto coltivati tra il Queens e Brooklyn, il Brooklyn Grange vende verdura sia ai ristoranti che nei mercati settimanali.

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Orti sui tetti NY

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Prodotti degli orti di NY

Lo sviluppo dell’attività agricola sui tetti delle città porta vantaggi all’intera comunità, deviando l’acqua piovana dal sistema fognario, riducendo le emissioni di gas serra e diminuendo il traffico dei trasporti su gomma, necessari per portare i prodotti agricoli dalle campagne.

In Italia gli orti urbani sono molto attivi ed estesi in Valle d’Aosta, in Friuli Venezia Giulia, in Veneto, in Emilia Romagna, ma mi verrebbe da dire che in confronto ai nostri amici citizen farmers in USA o nel Nord Europa, siamo solo all’inizio del percorso di trasformazione e riqualificazione delle nostre città.

Si stima che il numero di terreni portati via alle erbacce e trasformati in bellissimi orti crescerà ancora nei prossimi anni e noi non possiamo che augurarcelo ed essere felici!

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Buon orto a tutti!

Ortoterapia: pillole di felicità

orto terapia bambiniPia Pera nel suo libro Giardinaggio & Ortoterapia, sottotitola: coltivando la terra si coltiva anche la felicità.

Direi un affascinante e riassuntivo pay off per un argomento tanto ampio quanto, a mio avviso, interessante.

Tutti i gesti che compiamo in giardino sono portatori di pace e benessere; quando dissodiamo, piantiamo o seminiamo è bello scoprire che lì non siamo soli: eserciti di piccoli insettini, lombrichi, farfalle e quant’altro ci spiano silenziosi e ci fanno compagnia mirando e rimirando quanto stiamo facendo e sperando che nei nostri gesti e nelle nostre azioni non si celino pericoli per la loro vita.

Eh si perché troppo spesso abbiamo avversato la terra invece che comprendere che siamo parte integrante di essa, parte di un tutto che deve convivere in armonia cercando di integrarsi  e interagire amorevolmente; abbiamo avvelenato i nostri giardini e le nostre terre con pesticidi credendo così di poter controllare tutto, abbiamo creato zone di guerra dove i caduti erano  insetti e farfalle.

Sembra però che oggi stiamo riscoprendo, finalmente,  il connubio tra noi e la  natura, è come se stessimo recuperando un pò di buon senso e riscoprendo che la natura non è nostra nemica, ma collaboratrice generosa.

Il giardino e l’orto devono essere una gioia e non un peso, un piacere e non una punizione.

Possiamo scoprire allora che il nostro giardino e il nostro orto possono diventare luoghi di serenità e luoghi di terapia dove recuperare forza ed energia per la nostra mente e il nostro spirito, scoprire che passeggiare o lavorare nel verde ha un effetto benefico per la nostra anima.

L’ortoterapia  tecnica  ancora poco conosciuta da noi, ma molto diffusa negli USA e nel Nord Europa; vittime di abusi, malati oncologici, persone con gravi problemi psicologici o con disagi fisici, detenuti, tossicodipendenti o malati di Alzhaimer, possono trarre giovamento dalla coltivazione di fiori, frutta e vegetali. L’ortoterapia è come una palestra per il nostro io bisognoso di cure e attenzioni: niente è più rilassante che occuparsi del verde o veder crescere ciò che abbiamo piantato e nutrito con passione.

Ciò che è fantastico è che tutto può diventare  e tutto possiamo fare nel nostro giardino: possiamo creare un giardino da annusare o un giardino da mangiare, un giardino da ascoltare o un giardino da vedere .

Basta scegliere le giuste essenze e piante  ascoltando il nostro cuore e le nostre emozioni e basta ricordarsi solo una piccolissima cosa: l’importante è che sia un giardino da vivere e da far crescere insieme a noi e ai nostri cari, rispettando i suoi ritmi e i suoi tempi e così farà lui con noi.

Buon orto a tutti!